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Console. Il punto.

Dopo un primo periodo di “osservazione” durato 4 mesi, è giunta l’ora di provare a fare il punto della situazione riguardo al mondo delle console che, con l’avvento della nextgen, ha subito un non piccolo cambiamento.

Ma partiamo con ordine: in pompa magna le majors dell’intrattenimento domestico, SCE (Sony computer entertainment) e Microsoft Corporation, nel non lontano mese di novembre 2013 alla fine di un periodo fitto di rumors e notizie che si susseguivano, ci hanno presentato le “console del futuro”. Il lancio è avvenuto quasi in contemporanea, con un leggero vantaggio per microsoft di circa sette giorni, mostrando tutto quello che oltre al semplice intrattenimento di gioco questi gioielli sono in grado di regalarci; si va dal cloud computing (in italiano nuvola informatica, un insieme di tecnologie che permettono, tipicamente sotto forma di un servizio offerto da un provider al cliente, di memorizzare/archiviare e/o elaborare dati) al cloud gaming (un po’ la stessa cosa, avente il gioco però come protagonista), all’intrattenimento di tutta la famiglia con un vero e proprio centro multimediale.

Ed è questa la sostanziale differenza che accomuna i due sistemi nei confronti delle console della passata generazione, l’adozione di tecnologie collaudate nel settore informatico e dell’home entertainment applicate a quello del gaming domestico con l’obiettivo di racchiudere in un unico dispositivo tutto quello che, per essere fruibile, necessiterebbe di tanti apparecchi per essere raggiunto. Tutto questo con un hardware sicuramente più adeguato ed al passo con i tempi.

Le notizie circolate prima, durante e dopo il lancio delle due console non sono state però prese con largo consenso dalla community.

Tante, forse troppe, sono le misure di sicurezza adottate per prevenire la pirateria che, nella precedente generazione di console, non ha risparmiato nessuna delle due rivali considerando che anche la “blindatissima” PS3 è capitolata dopo anni di onorata resistenza.

Queste misure di sicurezza però hanno un prezzo troppo alto: l’abbattimento e la fine del mercato dell’usato.

Si, nessuna copia di gioco può essere riutilizzata su una console diversa da quella della prima attivazione salvo attenersi a delle regole nuove, al passo con le misure di sicurezza sempre più restringenti, che non consentono un libero scambio di giochi come poteva esserlo in passato.

Tutto il clamore di queste notizie ha deviato l’attenzione da quanto di buono può esserci nell’acquisto di un prodotto che, per certi versi, è innovativo e porta quel valore aggiunto che anche un utente smaliziato prenderebbe in seria considerazione.

Ma quello che un utente vuole, quando acquista un prodotto, è usarlo per quello che è il suo scopo primario, e per quanto riguarda le console, ovviamente, è giocare. In casa Sony l’unico titolo degno di menzione per la PS4 e non disponibile per PS3, è Infamous second son, action adventure di casa Sucker Punch che riprende quanto di buono mostrato in Infamous 2 su PS3 e riprodotto con tante migliorie grafiche che purtroppo, da sole, non valgono l’acquisto della console. In casa Microsoft lo sparatutto Titanfall distribuito da Electronic Art ha dato un assaggio delle potenzialità del nuovo sistema, ma anche qui, come per la concorrenza, siamo ancora lontani da quello che ci si aspetta da chi debba metterci nella condizione di riporre sullo scaffale le nostre amate console della generazione precedente.

Ed eccoci al focus di questo articolo, ha senso passare alla nextgen?

Da possessore di tutte le console della passata generazione (Xbox 360, PS3, Wii) non vi nascondo che questa domanda me la pongo più o meno una volta a settimana. Tutte e tre le console mi hanno regalato e continuano a regalarmi emozioni appaganti ed esaltanti, ognuna a modo suo. Quella che doveva essere la regina, la PS3, non lo è stata. Un’architettura sicuramente superiore alla rivale diretta xbox 360 (la wii è un altro concetto di intrattenimento) ma allo stesso tempo più complicata da capire per gli sviluppatori che non ha fatto altro che livellare il risultato finale a quello della concorrenza. Ma quello che alla fine della storia conta per un videogiocatore è, ovviamente, il gioco.

Vi dico senza tanti giri di parole che, mentre vi scrivo, non c’è un solo gioco della nexgen che possa essere definito killer application (un must have, qualcosa che prescinde l’acquisto della console e che da solo valga il biglietto d’ingresso nella nexgen)

un aspetto che sicuramente va tenuto in seria considerazione è il mercato dell’usato. con più di tre anni di onorato servizio e con quanto vi ho accennato prima riguardo lo stesso argomento per la nexgen, non è difficile trovare dei capolavori a poco prezzo per entrambe le console, esclusivi o multipiattaforma che sono in grado di regalarvi ore e ore di puro divertimento e perché no, farvi conoscere storie che magari non avete avuto modo di conoscere nel vostro commino e che vale la pena di essere vissute.

Ci sono killer applications sia per PS3 che xbox360, di ogni genere e tipo. Non posso pensare che qualcuno possa privarsi della gioia di approcciare, anche solo per un momento, al capolavoro che risponde al nome di The Last of us (PS3), o come dimenticare le sessioni infinite al capolavoro Halo di casa microsoft.

Un altro aspetto che per il momento mi allontana dal consigliarvi l’acquisto delle nuove console è la differenza che potreste trovare nei titoli più blasonati e disponibili anche per la vecchia generazione di console: Fifa 14, il capolavoro della serie di simulazione calcistica creata da EA Sport è in tutto e per tutto il porting delle edizioni per PS3 ed Xbox360.

Parliamo di prezzi: nel caso foste interessati all’acquisto, il prezzo finale è sicuramente a vantaggio della console di casa Sony, con i suoi 399€ offre tutto quello che necessita per essere utilizzata a pieno e con un hardware, almeno sulla carta, superiore a quello della concorrenza; discorso diverso per la console di casa Microsoft, che con un prezzo superiore di 100€ (ed un hardware meno spinto) aggiunge la sua periferica kinect riveduta e corretta che, a differenza di quella disponibile su xbox360, migliora tutti quegli aspetti che hanno reso l’esperienza di utilizzo della periferica non adatti a tutti i tipi di ambiente.

Non resta che aspettare l’uscita di titoli dedicati che riusciranno a spremere a fondo l’hardware di questi sistemi che, sicuramente, sono ancora lontani dal mostrare le loro reali potenzialità.

Nell’attesa non ci resta altro che seguire molto attentamente qaunto di buono sta accadendo sul fronte della realtà aumentata che, con la presentazione dei prototipi Sony (project Morpheus) ed Oculus Rift, potrebbe regalarci esperienze di gioco realmente da Nextgen, con un coinvolgimento ed un livello di iterazione che ad oggi sono solo immaginabili.

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