Giochi online: innovazioni tecnologiche e socializzazione le chiavi del successo

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In Italia, il gambling ha ormai raggiunto le proporzioni di una vera e propria industria, trascinata nell’ultimo anno dalla penetrazione nel settore digitale.

Dalla notizia, riportata dal sito specializzato Slots Gratis Online, emerge che nel 2015, i soli giochi online hanno raggiunto una spesa netta di 821 milioni di euro, con una crescita del 4.2% rispetto all’anno passato. L’Italia si è classificata al quarto posto tra i paesi che hanno fatturato di più, dietro Regno Unito (2.3 miliardi) e il duo Germania-Francia (1,3 miliardi).
Tra i giochi più diffusi, fa un notevole balzo in avanti il settore riguardante le scommesse sportive che hanno raggiunto la cifra di 267 milioni di euro, con un +25% rispetto al 2014. L’incremento della spesa nel settore delle scommesse  è da ricondursi al contributo di due colossi internazionali, Bet 365 e Goldbet entrati a far parte del mercato italiano due anni fa e ritenuto dai colossi inglesi come un terreno fertile per lo sviluppo delle proprie attività. L’innovazione tecnologica e l’esperienza nei mercati britannici ha contribuito all’innovazione non solo delle due case produttrici, ma dell’intero mercato.

In Italia si gioca e si scommette molto e il fenomeno è sempre più in crescita, soprattutto tra i giovani.  Il profilo medio del giocatore italiano è il seguente: maschio, tra i 25 e i 44 anni, residente al centro-sud, gioca prevalentemente online con una spesa media di 50 euro al mese. Il gambling, però, sta prendendo piede anche tra le donne, soprattutto tra le adolescenti.

 

Il boom di adolescenti che si dedica al gioco è dovuto ad un altro fenomeno in espansione: quello del gioco online tramite mobile. Un sondaggio realizzato da Audiweb sulla situazione in Italia di app per smartphone e tablet, ha dimostrato come gli italiani prediligano i touch screen per giocare online. Attualmente, il 68%  degli italiani  scommette online da pc, mobile e tablet. Tra questi, il 24% utilizza sia pc che tablet, mentre il 22.2% preferisce utilizzare esclusivamente computer e desktop (rispettivamente il 10.8% da PC o Mac, e l’11.45 da Notebook o Mac).

Tra le ragioni di questo enorme successo vi è il livello elevato di innovazioni tecnologiche raggiunte da questo settore, in particolar modo nel campo della condivisione.
Giocare di fronte al computer è da sempre considerato un’attività che causa isolamento, perché gli utenti non hanno contatti con altri individui, ma solo con le macchine.

 

La applicazioni, le modalità multiplayer e le chat di gioco hanno creato un nuovo livello di connettività ludica. Milioni di persone possono giocare e comunicare a chilometri di distanza, scambiarsi informazioni e stringere amicizie senza muoversi da casa.

Il multiplayer, in particolar modo, ha riscritto il termine “giocare con gli amici”. Se prima, per poter fare un torneo bisognava essere nella stessa stanza, ora non è più così: basta una connessione internet e si può giocare a chilometri di distanza, interagendo anche con individui che, mai prima, si avrebbe avuto la possibilità di conoscere.
Le chat, poi, permettono di rivelare emozioni con esclamazioni o emoticon, oltre a chiedere informazioni su strategie o tattiche da gioco di altri concorrenti.

Le app, infine, consentono ai players di giocare senza l’ausilio di un pc o di un portatile da qualsiasi luogo delle terra.

Giocare online è diventato, quindi, una vera e propria attività sociale, è l’inevitabile sviluppo della tecnologia che non fa altro che assecondare i gusti della gente sempre più “affamata” di gioco.



Lavoriamo nel mondo delle telecomunicazioni e siamo costantemente in contatto con realtà e contesti profondamente diversi, che ci hanno abituato ad adattarci ad altrettanto diversi modus operandi. Ed è proprio per questo che ci è sembrato naturale dare al nostro blog un’impostazione multipiattaforma: non ci occuperemo esclusivamente di temi legati ad un solo sistema operativo o ad una specifica categoria, ma cercheremo di toccare tutti i mondi che popolano l’universo tecnologico.